Quanto valgono le pagine realizzate secondo gli standard W3C per Google?

Domanda difficilissima, ovviamente nessuno lo sa1. C’è chi dice sì, chi dice no, chi forse. Resta il fatto che tutti i motori di ricerca nelle proprie linee guida richiedono codice well-formed2 , ma non si sa bene quanto “pesa” questa caratteristica nella determinazione del posizionamento. Come già detto, non sono un esperto di SEO, quindi vado un po’ a naso. Però, se tanto mi dà tanto, mi sembra evidente che una pagina ben costruita e valida sia più facilmente interpretabile da un crawler: struttura chiara, codice ben delineato = minori risorse necessarie a decifrare un intrico di markup per identificare i contenuti, maggiore precisione dei risultati, velocità senza dubbio più elevata, per dire le prime cose che mi vengono in mente. È quasi banale che sia così, dal mio punto di vista.

Comunque, è interessante l’esperimento svolto da HOBO. Creato un set di pagine con uguali caratteristiche, ma diverse nel codice (1 Valid Html + CSS, 1 Valid HTML + Invalid CSS, 1 Invalid HTML + Valid CSS, 1 Invalid HTML + Invalid CSS) dal test (meno male, una volta tanto non chiacchiere ma fatti) risulta chiaramente che la pagina che si posiziona per prima è quella con HTML e CSS validi.

It just happens that Google seems to prefer the page with valid code as laid down by the W3C (World Wide Web Consortium).

E, cosa che mi sembra assolutamente rilevante,:

this might be the difference in whether or not you rank higher in Google serps than your competitors.

Dello stesso parere è SeoKin, che titola: “If Content Is Google’s King – Then Valid Code Must Be Its Prince!, riportando una citazione addirittura di Matt Cutts di Google tirato un po’ per la manica della giacchetta su questo argomento, che diplomaticamente afferma:

“Personally, I do think creating clean code that validates and works on many different browsers will be an important skill for webmasters and web designers.”

E adesso? Parlo della sola validazione perché sul peso della semantica dei tag non c’è alcun dubbio, visto lo sbattimento che si danno i SEO sugli elementi <h>, attributi alt e title, <a> e così via. Se tutte quelle keyword così sudate le metti nel posto sbagliato non funzionano, vero? Chissa come mai ci sono quelle strane relazioni fra i contenuti, e qualcuna funziona meglio e altre peggio.

Come dice Ben Buchanan,

Basically, semantics give structure to a document in a way that computers can understand. In this case, the best thing for humans is the best thing for machines too.

Tag soup or semantically-void pages—even the ones that validate—don’t have this structure. <font> tags have no semantic meaning, nor do layout tables (no heading cells) or even <div> and <span> tags (no matter how you style them). Only the real thing will do.

Stiamo parlando di cose che dovrebbero essere alla base delle conoscenze di chiunque faccia Web-qualcosa, il minimo dei minimi e non di strepitose performance “gurali”.
Vuoi vedere che realizzare delle pagine come si deve e standard porta anche a migliori posizionamenti? Sarà un caso che Google nel suo tutorial video intitolato “Crawling and Indexing” mette nella prima slide, nella prima riga, secondo 00.00 la frase “Understanding Accessibility“? “Ma che cosa balzana, pensavo che fosse il contenuto l’importante”, dice il SEO. Certo che lo è, ma come fa un povero disgraziato di crawler a capire quali sono le relazioni fra gli elementi della pagina, che quello è un titolo, per esempio, che quest’altro è del testo, questa una tabella se non glielo dici esplicitamente con i tag HTML, e ben scritti?
“Ma dai, ma smettila, vorresti dire che quegli strani concetti di quei dementi degli standard funziona anche con gli spider? Robe da matti, stai dicendo che delle pagine fatte bene funzionano meglio di pagine fatte male? Devi essere un pazzo”. Dice il SEO guru.

Io rispondo cambiando un po’ la domanda iniziale: ma per voi, quanto vale riuscire a salire nei risultati della ricerca e superare quel delinquente del vostro concorrente?

Avete pensato che invece di spendere tutti quei soldi in SEO tecniche forse bastava cambiare webmaster o agenzia e prenderne uno che capisse di standard e accessibilità? Compreso nel prezzo un sito di migliore qualità per tutti, utenti e motori di ricerca.

DOPO, eventualmente, mi dedico al SEO. Che senso ha spendere soldi su un sito mal fatto sperando di rattopparlo con le tecniche SEO? Non è preferibile prima fare bene il sito e poi dedicarsi al tweaking?

  1. Gli algoritmi dei motori di ricerca sono ovviamente piuttosto segreti, ed è impossibile sapere che peso abbiano gli elementi presi in considerazione per calcolare il posizionamento. Però, è facile farsi un’idea dell’appetibilità da parte dei motori di ricerca del proprio sito utilizzando strumenti online come Web Site Grader. Basta inserire l’URL della pagina che si vuole analizzare per ottenere un report piuttosto dettagliato. 
  2. Per verificare la correttezza formale del codice delle proprie pagine, basta usare il W3C Validator, inserendo nella casella di testo Address l’URL della pagina che desiderate controllare. 
9 novembre 2008
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9 Responses to “Quanto valgono le pagine realizzate secondo gli standard W3C per Google?”

  1. Paolo Sordi on novembre 10, 2008 15:59
    Come sentii dire un paio di anni fa, il motore di ricerca è il visitatore ‘ipovedente’ per eccellenza. Calza, no? Chissà se le Web Agencies nostrane lo sanno…

    Paolo

  2. Livio on novembre 10, 2008 16:01
    Direi proprio cieco… sarebbe bello che lo sapessero i clienti delle webagencies :-)
  3. Paolo Sordi on novembre 10, 2008 16:41
    ‘Cieco’: sii un po’ politically correct, Livio: non ‘cieco’ ma ‘ipovedente’, non ‘nero’ bensì ‘abbronzato’ ;)

    E in ogni caso, ai clienti delle web agencies dovrebbero spiegarglielo quelli delle web agencies, se i clienti non hanno la fortuna di avere amici ben informati!

  4. Livio on novembre 10, 2008 16:59
    Ma no, uno spider è proprio completamente cecato, altro che ipovedente :-). Però, mi diceva un mio amico cieco, come si dovrebbe definire allora in modo politically correct uno che è stitico?
  5. Lauryn on novembre 10, 2008 17:07
    assolutamente d’accordo :)

    per lo stitico non saprei ahhahah

  6. Roberto Scano on novembre 11, 2008 12:36
    @Livio: per lo stitico, si può definire “irregolare” (cit. Marcuzzi, senza regolarità)
  7. Paolo Sordi on novembre 11, 2008 13:05
    per lo stitico politically correct: ‘iporilasciante’
  8. peopleForFun ~ don’t surf the net, make the waves » Standard W3C e altro on novembre 14, 2008 14:26
    […] biroblu, come chi è? mhh… vi basti sapere che conosce Roberto! dunque, questi i due articoli Quanto valgono… e Webagency…. Biroblu sa quello che scrive e lo scrive anche molto bene, chissà se dà […]
  9. E’ vero che a Google piacciono le pagine create secondo gli standard W3c? | Italian webdesign on novembre 17, 2008 08:48
    […] nel suo articolo ci spiega alcuni esperimenti che sono stati condotti, e che hanno portato alla conclusione che fra […]

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