Da i figli di Gutenberg all’era del cloud computing
I “figli di Gutemberg” appaiono nella storica circolare n. 16 del 10 febbraio 2009 “Adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2009/2010” del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
“Per le prime tre classi della scuola primaria, le istituzioni scolastiche valuteranno l’opportunità e la praticabilità della progressiva introduzione di libri di testo in versione on line o mista. A tale proposito, è opportuno considerare che – come sottolineano autorevoli studi – il rapporto con la realtà e l’approccio alla conoscenza dei cosiddetti “nativi digitali”, ovvero i nostri piccoli e grandi studenti, sono ormai significativamente diversi da quelli dei “figli di Gutenberg”. È questo un dato di novità assoluta difficilmente ignorabile e con il quale la scuola e i processi di insegnamento/apprendimento che in essa si attuano dovranno progressivamente misurarsi.”
Costernazione, lamentazioni, reazioni scomposte da parte degli editori (vedi post di Noa).
Voglio segnalare alcune iniziative, qualcuno si è accorto di “DidascaCyberScool“?
“Seguendo la suggestione contenuta nell’iniziativa e-Inclusion varata dalla Commissione Europea, sul finire del 2008 DIDASCA ha provveduto a tempo di record a realizzare il Network Didasca“.
Uè. Google Apps Education? DidasKnol, “il libro di testo digitale della Scuola italiana del XXI secolo”? Piano d’azione 4c “Collaborare per Creare e Condividere la Conoscenza”?
Leggete il “bando di reclutamento” del rettore di Didasca, e agli editori che sostengono che nessuno gli ha spiegato cosa fare, e che quindi bloccano e licenziano, è dedicato il progetto Art. 15… altro che profilo del Distiller.
Insegnanti di talento, capaci e volenterosi, sappiate che:
“L’implementazione del ‘Progetto Articolo 15′ rappresenta il contributo fornito dagli insegnanti di talento, capaci e volonterosi inquadrati nella Task Force for Innovation in Education:
- per migliorare la qualità e contenere il costo dei nuovi libri di testo, seguendo le prescrizioni contenute nell’art. 15 del Decreto Legge 15 giugno 2008, n. 112;
- per realizzare le appendici di aggiornamento dei libri di testo adottati ai sensi dell’art. 5 del Decreto Legge 1 settembre 2008 n. 137.
Inoltre, non gratuitamente come avete fatto fino ad oggi.
“Agli insegnanti che rispondono all’appello, DIDASCA offre:
- un percorso di formazione gratuito, fruibile direttamente dal loro domicilio;
- un riconoscimento di carattere morale, mediante l’inserimento delle loro unità didattiche in DidasKnol, ‘il libro di testo digitale della Scuola italiana del XXI secolo’;
- la possibilità di ottenere un riconoscimento di carattere economico – fino a 7000 euro l’anno – legato alle iniziative annunciate dal ministro Mariastella Gelmini per valorizzare il merito e premiare la produttività degli insegnanti capaci e volonterosi.”
Non credo che il knol sia il sostituto del libro didattico, e non so come Didasca possa promettere agli insegnanti la possibilità di ottenere un riconoscimento di carattere economico dalla Gelmini, ma ben venga una proposta innovativa, anche se per ora un po’ fumosa e auto-celebrativa (come si fa ad auto-etichettarsi “il libro di testo digitale della Scuola italiana del XXI secolo”?)
Se concreta per ora non lo so, cercherò di approfondire, però la strada è quella giusta, credo.
5 Responses to “Da i figli di Gutenberg all’era del cloud computing”
Ho cominciato ad approfondire. Per ora ho scritto nel forum Google Knol creato da Didasca (http://groups.google.it/group/GoogleKnol?hl=it) questo:
—-
E’ sempre un piacere leggere di nuove iniziative interessanti, come questa. Però credo sia necessario informarvi di una cosa, soprattutto dopo aver letto alcuni post come quello a http://groups.google.it/group/GoogleAppsEducation/web/step-21?hl=it.
Il materiale didattico così prodotto, ovvero una collezione di jpeg, è inaccessibile oltre che di pessima consultazione. Non so se è questo l’ambito corretto per discuterne, ma il decreto ministeriale 30 aprile 2008 Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili stabilisce le regole tecniche da rispettare (http://www.pubbliaccesso. gov.it/normative/DM300408.htm).
Una collezione di jpeg è quanto di più lontano si possa immaginare da uno strumento didattico accessibile, basta leggere l’allegato A, e mi sembra una grave mancanza non averci pensato.
Inoltre, se il materiale viene distribuito in HTML, questo dovrà rispettare le specifiche del Decreto Ministeriale 8 luglio 2005, Requisiti tecnici e i diversi livelli per l’accessibilità agli strumenti informatici (http://www.pubbliaccesso.gov.it/normative/DM080705.htm).
Cordialmente
Livio Mondini
Vediamo che mi rispondono… e se me lo pubblicano.
Ai ai, il mio post non compare. Inoltre, ho trovato anche un video con una graziosa biondina di Didasca (http://www.youtube.com/watch?v=kMjKpWlhw8M). Il problema è che sembra pubblicato da Innovascuola… ma nè Didasca né la signorina hanno nulla a che fare con Innovascuola quello vero, che ha un proprio canale: http://www.youtube.com/user/canaleInnovascuola?gl=IT&hl=it
Uhm
rettifica: ora è comparso.
risposta di Didasca:
Egregio dr. Mondini,
il sito http://www.didasknol.it è un caso esemplare di ‘beta perpetuo’, così come lo intendono al CNIPA.
Pertanto, mi faccio premura di informarla che oggi abbiamo provveduto ad inserire nel menù la voce ‘DIDASknol’.
Scrivendo il suo contenuto abbiamo cercato di migliorare la ‘comunicazione delle nostre intenzioni verso i visitatori casuali del sito.
Distinti saluti.
–
ALESSIA NERA
Group Leader and Mentor
DIDASCA – Task Force for Innovation in Education
http://www.didasca.info
C’è bisogno di commento?
°_°
da non credere.
quasi quasi mi perpetuo beta pure io.
peccato che al mio paese si dica “beté”
Escono dalle fottute pareti!