XHTML2, HTML5, XML: e l’accessibilità?

(In attesa di HTML 6…) “As the conversation about HTML 5 and XHTML has played out this week, I’ve felt like Regan in The Exorcist, my head snapping around in 360 degree arcs as one great comment cancels out another”.

In giro per il Web ci sono molte discussioni riguardo la scelta del W3C di abbandonare lo sviluppo di XHTML 2 a favore di HTML 5. Molti siti rilanciano la notizia in modo becero, affermando “XHTML è morto”, o cose del genere.

Si può capire la voglia di audience, ma si tratta di un modo di fare informazione davvero sciocco, ignorante. Certo, titolare “XHTML è morto” fa molta più scena di “XHML 2.0 non verrà più sviluppato”. Nel secondo caso, più che lecito pensare e chi se ne frega, meglio così. Nel primo si leggono commenti di lettori ignari che affermano cose come “ma come, io che mi ero studiato XHTML, ora devo tornare a HTML?”. Oppure si trovano i rete strane filastrocche che prendono in giro Zeldman, Meyer, il Wasp e quanti si sono battuti per la diffusione degli standard e di XHTML 1.0. L’invidia è davvero una brutta cosa.

Meglio saperlo: l’XHTML 1.0 che avete utilizzato fino ad oggi, è vivo e vegeto e ci vorranno decenni prima che vada in pensione e HTML5 è ben lontano dal venire.

Non c’è molto da dire, e quello che c’è da dire lo fa molto meglio di me Jeffrey Zeldman nel suo post “In defense of Web Developer“.

Il motivo di questo post è un altro, e riguarda il rapporto fra markup e accessibilità.

XML sul Web sarebbe un problema (ovvero, la possibilità di usare elementi XML personalizzati per descrivere i contenuti delle pagine): se il markup utilizzato non è uno standard e non prevede i necessari attributi (alt, title, scope, ecc.) le tecnologie assistive non sapranno come gestirlo e quello che si otterrà è una lettura sequenziale di elementi senza alcun significato semantico specifico.

Per esempio, non sarà possibile navigare le pagine con Jaws utilizzando il tasto H per individuare i titoli, non sarà possibile individuare le tabelle, le immagini, i link, tutti quegli elementi che se dotati di significato semantico e dei necessari attributi possono essere individuati e gestiti dalle tecnologie assistive.

È abbastanza semplice capirlo: se utilizzo una DTD standard, riconosciuta a livello mondiale come quelle del W3C, esiste un riferimento certo da leggere in MSAA e gestire. Se invece di< h1> il mio titolo di livello principale si chiama <titolone>, è impossibile che una tecnologia possa capire il mio “intento semantico”. Per questo motivo il rispetto della semantica degli elementi delle DTD del W3C è un requisito irrinunciabile per l’accessibilità, molto più della validità del codice o della DTD utilizzata.

È la stessa cosa che accade con i tag dei PDF: per estrarre informazioni semantiche dal documento, è necessario lavorare sulle mappe ruolo e dichiarare esplicitamente che <titolone> ha ruolo di <H1>, e così via.

Ancora oggi l’accessibilità per molti “accessibilisti” sembra essere fatta di formule bizzarre, incantesimi e riti da eseguire nei pleniluni.

Non è così: l’accessibilità è una cosa veramente concreta, funziona soltanto se un computer riesce ad individuare tramite il layer dedicato presente nel sistema operativo gli elementi conosciuti. In Windows questo avviene, fin dal 2000, tramite MSAA. Linux e Mac OS sono rimasti per molto tempo inattivi, ma ora stanno lavorando per risolvere il problema.

In ogni caso, affinché le tecnologie assistive possano funzionare, cosa che mi sembra abbastanza importante per l’accessibilità, è necessario essere in presenza di markup standard i cui elementi siano noti e semanticamente definiti.

Il markup deve essere “designed for all“, oppure non funzionerà niente. Sarà come leggere un txt.

17 pensieri su “XHTML2, HTML5, XML: e l’accessibilità?”

  1. D’accordissimo con tutto quello che hai detto, specialmente riguardo al fatto che:

    1. XHTML _non è_ morto (e ci mancherebbe! Il fatto che molte persone usino HTML senza saperlo, a causa di qualche problemino dovuto ai tipi MIME, non implica che XHTML 1.0 sia morto)
    2. “XML sul Web sarebbe un problema” (a me piaceva molto l’approccio modulare di XHTML 1.1 che permetteva di creare estensioni in XML, ma a quanto pare ero l’unico :D)

    Vorrei però fare un appunto in merito alla questione “HTML5 è ben lontano dal venire”. Come è stato chiarificato da Ian Hickson in persona (http://ishtml5readyyet.com/) “la stesura delle specifiche verrà completata (secondo quella che chiamiamo «last call») entro la fine del 2009 in accordo con la tabella di marcia, con gli ultimi ritocchi finali («candidate recommendation») entro il 2012. [...] Il 2022 è la data in cui avremo due implementazioni della specifica completamente esenti da bug e interoperabili”.

    Ora, tralasciando la reputazione che si è fatto Hickson negli ultimi tempi (per molti è semplicemente “il boss” che decide le cose in base ai propri interessi e a quelli dell’azienda in cui lavora), parallelamente al lavoro del gruppo di lavoro HTML grossi passi avanti si stanno facendo per quel che concerne il supporto dei nuovi elementi HTML5 (a tal proposito rimando all’ottimo HTML5Doctor: http://www.html5doctor.com/) e, lato accessibilità, dei ruoli/landmarks WAI-ARIA (http://www.paciellogroup.com).

    In sostanza, quello che voglio dire è che (parafrasando Bruce Lawson, http://www.sitepoint.com/article/html-5-snapshot-2009/) si può _già_ scrivere in HTML5, pur non potendo godere (e soffrire) al 100% dei vantaggi (e degli svantaggi) che ne derivano. Certo, conscio del fatto che questo discorso ha senso solo nel piccolo dominio degli spazi web personali (o dedicati a un pubblico “di nicchia”), al di fuori del quale il gioco non vale la candela per una serie di questioni legate ad accessibilità e usabilità (IE6, uno a caso, non è capace di leggere correttamente i nuovi elementi HTML5 e l’unico vaccino finora funzionante comporta lo sconfortante utilizzo di JavaScript e DOM).

    Grazie per il tuo post, fa piacere sapere che non sono l’unico a pensare che “XHTML è morto” sia solo un buon titolo per acchiappare un po’ di visite. :)

  2. Ciao Simone, sai meglio di me che avere una raccomandazione non equivale a poterla usare…nel lavoro di tutti i giorni intendo.
    Però io non ho nulla contro HTML5, ben venga se porta qualche innovazione.

  3. A me sembra una di quelle pubblicità del tipo “stiamo lavorando sul prodotto nuovo e non ci occuperemo più delle vecchie versioni”. Va bene per il pubblico affamato di news, ma uno sviluppatore non si fa prendere certo dal panico. Non dovrebbe, almeno.

  4. grazie Livio, qualche giorno fa ne abbiamo parlato su italianwebdesign e in una piccola conferenza su skype proprio perchè preoccupati da alcuni aspetti, oltre al fatto in sè di dover studiare un “nuovo” linguaggio.
    I nostri dubbi riguardavano proprio l’accessibilità, e anche io sono convinta che xhtml 1 è ben lungi dal morire, i titoli degli altri blog sono solo sensazionalistici.
    grazie!

  5. Così io sarei becero??? Arggh! Orrore! Scherzi a parte, concordo anch’io. Ma sai, a me piace essere sensazionalisitico… mi piace scrivere cose per poi essere contraddetto. È il bello della rete…
    Comunque, per i tuoi lettori:
    i miei articoli su Edit.
    Massacratemi, insultatemi, sputatemi addosso… me piase! :LOL

    ps. ci sono abituato! ^.^/

  6. Gabriele, fossi stato soltanto tu non sarebbe niente, Il fatto è che di post su quel tono e molto peggio ne sono comparsi a bizzeffe.

  7. Sono sempre stato un convinto sostenitore dell’xhtml, tanto da aver realizzato il mio sito in xhtml 1.1 servito come tale (per i browser che lo supportano) procurandomi parecchi sforzi.

    Ho seguito con molta attenzione gli ultimi articoli di questo blog riguardo l’argomento xhtml-html5-xml, ma non ho sentito opinioni su xhtml 1.1. Secondo voi quindi è bene utilizzare xhtml 1.0? perchè non xhtml 1.1?

    Saluti,

    Marco

  8. @Livio.
    Salve io sono uno di quei beceri. Forse come tu dici, sarà per sensazionalismo o perché sono molto tragico boh, non saprei.

    Ma come lo vogliamo titolare un post su di un argomento che molti sviluppatori web(almeno quelli che ci tenevano ad avere un web un pò più pulito)seguivano con molto interesse aspettando l’uscita di XHTML2.

    Salvo che poi(quando inizi a sperare in un web migliore per tutti)leggere che il gruppo di lavoro di XHTML2, cessa di esistere, forse dovremmo dire che stà spirando?

    ps. I titoli indicano chiaramente che XHTML2 e morto, non XHTML1 che va ancora oggi alla grande, e penso ancora per un bel po.

  9. Se vuoi sapere come la penso io su html5, sarà un’altra perdita di tempo.

    Allora il problema di Xhtml(parlo del più lagnato)a quanto pare è il non supporto del mime type [type/xhtml]che per i più volenterosi, e facilmente aggirabile con uno script php in modo che serve le pagine web in xhtml al posto di html.

    Io invece penso che il vero problema sia il non supporto di xhtml da parte di IE, che ad oggi è il vero ostacolo ad una modernizzazione del web vedi gli standard.

    HTML5? Se a Redmont, continueranno con il giochetto della non adesione completa alle specifiche(come fanno gli altri browser), anche Html5 non potrà essere d’aiuto per la standardizzazione del web.

    Il gioco di zio Bill è semplice è facilissimo da attuare, forti dello installato di default di IE su Windows, mantengono tag e estensioni proprietarie(di proposito) in modo che la maggioranza degli utenti(vedi utonti) pensino che con gli altri browser non si abbia la visualizzazione delle pagine in modo ottimale come fa IE.

  10. Non ho capito bene il tuo commento @archie, in relazione al discorso. Non ti chiedevo cosa ne pensi di HTML5 o del supporto dei mime XML da parte dei broweser, bensì di una questione più banale: come la mettiamo con XHTML 5 se XHTML è morto… perché insieme a HTML 5 ci sarà anche XHTML 5.

  11. Livio non ti pare che ci sia già molta confusione sul web, siti layount con tabelle, xhtml, html5, xhtml5, se pensiamo che l’intento di xhtml era quello di rendere il web accessibile a tutti, e una volta per tutte di uniformarlo.

    Riguardo a xhtml5, non seguo da diverso tempo ormai l’evolversi della faccenda, ma penso fermamente che chi ha capito i(veri)benefici dell’Xhtml e Css, continuerà ancora per molto tempo sulla strada di Xhtml1 per la struttura e Css per l’impaginazione.

    A confermare la mia convinzione, se rivedi il mio post, dopo il titolo Xhtml è morto, segue il link xhtml2 non ha nessun futuro, ha conferma che alludevo solo a xhtml2.

    ciao.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>