I veri problemi dell’editoria elettronica: i pdf “rifloss” e il “pub”

Stamattina strana telefonata da parte di un service, che fa lavori per degli editori decisamente grossi. “Aiuto, noi siamo un service tradizionale e l’editore ora vuole i file pdf coi link e rifloss”. “Scusi?”, dico io.
“Sì, vuole anche i pub ma noi non ci capiamo niente. Abbiamo provato a esportare i file con Indesign ma si disfa tutto, e l’editore vuole che il pub sia uguale al libro stampato”.
“Cioé?” “Sì, uguale uguale, come quello da stampa”. “Mi faccia capire bene, in ipub?”. Sì, con tutte le colonne e gli scontorni. Ah…
Dopo un po’ ho capito che il pdf rifloss è il pdf con reflow, che si legga anche quando linearizzato, e con qualche elemento di interattività.
Bene, dico io, che tipo di editoria fate? Scolastica, ovvio. Il modo più semplice di affrontare l’argomento.
Avete qualche esperienza di HTML? Perché l’ipub non è niente altro che un file xhtml e degli stili CSS, ma un minimo di esperienza ci vuole. No. Ok. Per quando? domani o l’editore ci toglie i lavori.
Ero certo che si sarebbe arrivati a questo.

Dopo tanto parlare, dopo che finalmente anche in Italia gli editori si stanno rendendo conto che l’argomento documenti elettronici, di qualsiasi formato essi siano, deve essere affrontato e sviluppato ecco che il peso di queste scelte si riversa sui service, che non sono attrezzati e in molti casi sotto ricatto.
Nella maggior parte dei casi, se non in tutti, sia l’editore sia il service non hanno la minima idea di quale sia l’oggetto di cui stanno parlando, di quali caratteristiche debba avere, del fatto che l’editoria scolastica abbia dei requisiti tecnici da rispettare.
L’importante è poter dire ho l’ipub o il pdf reflow. Cosa ci sia nell’ipub o nel pdf poco importa, qualcuno li comprerà, e si incazzera pensando che si tratti dell’ennesima bufala, perché sul suo bell’Ipad o nel costosissimo ebook reader di ultima generazione si vede una schifezza. Scommetto anche che l’Italia sarà l’unico paese dove saranno disponibili innumerevoli formati dello stesso file, fra loro incompatibili ma con lo stesso contenuto.

Alla faccia di standard, accessibilità, ricerca e formazione, aggiornamento. Così, dopodomani, i molto più aggressivi e decisamente ben equipaggiati editori esteri si accorgeranno di un mercato libero ed interessante, e si mangeranno col ruttino i nostri rutilanti editori nostrani. Scommettiamo?

26 maggio 2010
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4 Responses to “I veri problemi dell’editoria elettronica: i pdf “rifloss” e il “pub””

  1. noa on maggio 27, 2010 01:18

    il ruttino è dovuto al rifloss dei pdf immagino!
    lo sgomento dei service l’abbiamo previsto più di un anno fa, ma nel frattempo, pensa e ripensa, prova e riprova… io ho maturato la convinzione che pdf accessibili e epub saranno utili, ma non saranno lo standard per la scolastica…

  2. Livio Mondini on maggio 27, 2010 09:25

    Che affermazioni impegnative Noa. Ora farai anche tu uno standard?

  3. noa on maggio 27, 2010 11:35

    no :) non credo proprio!
    e neppure ho in mente un formato alternativo che possa diventarlo.
    È che – per quanto riguarda la scolastica – penso che le esigenze siano talmente diverse, multiformi e incostanti da richiedere piuttosto interventi di mashup. Più formati dunque, compresi pdf (accessibili) e epub, ma non un formato unificato per tutto.
    Ed è solo un’impressione eh.

  4. Livio Mondini on maggio 27, 2010 12:24

    ovvio che a ogni necessità corrisponde una risposta diversa, anche i vituperati filmati Flash potrebbero essere adatti a determinate situazioni. Però non si tratta di un mashup, non ho capito forse.

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