LIA: i commenti (molto negativi) degli utenti sui Libri Italiani Accessibili

Di LIA, Libri Italiani Accessibili, abbiamo già parlato in precedenza. Rispetto al precedente post, l’unica modifica effettuata riguarda il form di login, che ora è all’interno del layout visualizzando il sito a 1024×768. Tutto il resto è immutato ed inaccessibile come prima. Come questo sia possibile, nessuno lo sa. Risulta quanto meno stupefacente, perché il sito è realizzato (o perlomeno così si dice) da un centro di eccellenza (CEFRIEL) e nel progetto sono direttamente coinvolte associazioni come l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

Gli errori e la mancanza di una strategia progettuale accessibile sono così evidenti che forse per questo sfuggono. Possibile che nessuno si sia accorto dei gravi problemi del sito? Eppure sembrerebbe proprio così. Ho chiesto ad alcuni amici ciechi di fornirmi il loro parere su questo servizio, e li ringrazio della disponibilità fornita. Copio/incollo alcuni dei commenti ricevuti, che sono visibili nei post del gruppo Editoria Elettronica Accessibile su Facebook.

Credo che la lettura sia interessante, si tratta di commenti da parte di persone destinatarie del progetto, e vengono evidenzati problemi non da poco e delle vere e proprie trappole per non vedenti: perché mai sarà necessario usare due carrelli per comprare un libro, di cui probabilmente uno non accessibile (quello del negozio dove si effettua realmente l’acquisto) e occorre registrarsi anche su LIA per usare un carrello che nemmeno si sa se riporta l’importo corretto? Dice uno dei commenti: “Per completare la procedura di acquisto è necessario: 1.Essere registrati o aver effettuato il login sul sito vetrina LIA (per approfondire leggi Creare il profilo sulla vetrina LIA) 2.Selezionare la libreria su cui acquistare gli ebook inseriti nel carrello 3.Fare click su Acquista. 4.N.B. Facendo click su Acquista abbandoni la vetrina LIA e accedi alla pagina della libreria prescelta. 5.Effettuare il log in o registrarsi sulla libreria online a cui è stato inviato il carrello. 6.Seguire le indicazioni fornite dalla libreria per effettuare il pagamento e scaricare l’ebook”.

Ma vi pare possibile su un sito con queste pretese e proponimenti? No, ovvio. Eppure…

Debbo dire che il progetto prevedeva 3000 titoli, mentre nel sito indicano 2500. La domanda che mi pongo è se dopo questi primi 2500 titoli il sito continuerà a funzionare oppure morirà, come di solito accade coi progetti rivolti alla disabilità?

Ho cliccato su un libro che leggerei, cioè il libro di Jo Nesbo – Il cacciatore di teste, che in quel formato comunque non compro per via dei DRM.

E’ un file EPUB, la protezione è Adobe DRM. Qui mi nasce spontanea una domanda: se si tratta comunque di un libro protetto, leggibile presumo con Adobe Digital Edition, a che serve un progetto LIA per i libri italiani accessibili. Potrei comprarlo in qualsiasi store di ebook, dove è presente Einaudi (l’editore). Almeno mi sarei aspettato, visto il costo di 3 milioni di euro di progetto, che i libri fossero in social drm, cioé leggibili con qualsiasi software di lettura, con cui eventualmente i non vedenti coinvolti avrebbero potuto convertirli in audio o stamparli in braille come piaceva a loro. Io un libro protetto con Adobe DRM non lo comprerò mai.

Queste sono le caratteristiche di accessibilità che sono apparse quando ho cliccato nel bollino LIA.

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Contiene un indice dei contenuti che permette l’accesso diretto a tutti i capitoli del testo tramite link. I titoli sono identificati come tali per favorire la navigazione.

Il contenuto segue un ordine di lettura logico e corretto. I rimandi di nota sono linkati e consentono di accedere alle note e ai siti esterni, se presenti.

Immagini, grafici, tabelle (e tutti gli altri contenuti non testuali) hanno una descrizione alternativa breve.

Permette l’ingrandimento dei caratteri del testo e la modifica dei colori e dei contrasti per il testo e lo sfondo.

Questo eBook è stato certificato accessibile da LIA

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Punto 1. L’indice a tutti i capitoli è una caratteristica di EPUB, non capisco che cosa significa specificarlo. Avranno voluto dire che gli EPUB sono indicizzati con criterio? Dicono che “i titoli sono identificati come tali”… interpreto un pochino e intuisco che l’inizio di un capitolo è marcato coi tag di titolo. E’ il minimo, signori. Ma queste sono ormai regole straconosciute che si usano dappertutto.

Punto 2: il contenuto segue un ordine di lettura corretto. Come dire abbiamo rispettato la sequenza cartacea del libro. Signori, siamo di fronte a un libro di narrativa, mica su un testo scolastico. Io comprendo che i problemi di sequenza di lettura ci siano nei testi scolastici, quelli con un layout minimamente complesso, ma in un libro di narrativa io non ho mai incontrato problemi di sequenza di lettura. Le note puntano alla loro descrizione, ma è il minimo. Tutti i programmi di videoscrittura, che generano documenti html o xhtml, creano note linkate alle loro rispettive descrizioni.

Punto 3. La descrizione per le immagini mi sta bene, ma segue la stessa considerazione delle note. Le tabelle per essere accessibili bisogna convertirle in modo appropriato, perché in html una tabella ha i suoi tag identificativi e la sua struttura, perfettamente leggibile da almeno quindici anni. Dubito comunque che il libro di Jo Nesbo contenga tabelle.

Punto 4. Colori, ingrandimento e sfondo può starmi bene, ma che certificazione è? Sono cose ovvie, proprio la base. Si può cambiare tipo di carattere? Può essere impostato un carattere monospazio? Può aumentarsi o diminuirsi lo spazio orizzontale tra caratteri? Visto che queste che citate sono opzioni utili agli ipovedenti.

Punto 5. Chi produce un bene o un servizio non può autocertificarsi la validità del suo stesso prodotto. Per avere una certificazione di qualcosa sarebbe necessario un ente terzo certificatore, imparziale.

Io posso dire solo questo: come editore ho provato in diversi modi a entrare in contatto con LIA, e non ho avuto alcuna risposta. Lavorando con associazioni che si occupano di disturbi visivi e con la Pubblica Amministrazione abbiamo cercato di capire meglio come affrontare l’accessibilità (che non è poi riferibile esclusivamente a problematiche di vista), abbiamo lavorato per rispettare le norme sull’accessibilità per la PA fino alla legge Stanca del dic 2012. Per questo motivo ci è parso obbligatorio e necessario un confronto con il progetto LIA: sappiamo di avere dei punti di debolezza -credo Livio li conosca benissimo- e volevamo avere un confronto con esperti per avere parametri comuni e condivisi su ebook e accessibilità. E permettere ancora di più che il lettore -qualunque necessità abbia- possa riconoscere un ‘ebook ben fatto’ da uno improvvisato. La risposta è stata un assoluto silenzio (e più o meno poi ci conosciamo, non facciamo finta di niente). Se questo silenzio mi pesa e mi scoccia personalmente per il mio lavoro, mi pesa e mi scoccia ancor di più intuendo che sia la risposta rivolta a qualsiasi editore che si approcci con curiosità a questo progetto (magari perché in fin dei conti qualcosa ne sa anche lui? O magari perché non è stato indirizzato dalle ‘persone giuste’? Il dubbio rimane).

Gli ebook inseriti nel carrello sulla vetrina LIA possono essere acquistati su una delle librerie partner. Selezionando Acquista il carrello creato sulla vetrina LIA viene inviato alla libreria da te preselezionata, sulla quale potrai effettuare la transazione economica. Per completare la procedura di acquisto è necessario: 1.Essere registrati o aver effettuato il login sul sito vetrina LIA (per approfondire leggi Creare il profilo sulla vetrina LIA) 2.Selezionare la libreria su cui acquistare gli ebook inseriti nel carrello 3.Fare click su Acquista. 4.N.B. Facendo click su Acquista abbandoni la vetrina LIA e accedi alla pagina della libreria prescelta. 5.Effettuare il log in o registrarsi sulla libreria online a cui è stato inviato il carrello. 6.Seguire le indicazioni fornite dalla libreria per effettuare il pagamento e scaricare l’ebook.

Bel particolare. Quindi in sostanza LIA è un modo per complicare l’acquisto di ebook. Mi viene voglia di scrivere a qualche parlamentare M5S per far fare loro una bella interrogazione, visto che il Progetto LIA è stato presentato in Parlamento, se non ho capito male, con la benedizione della presidente Boldrini. Semmai ci fossero ancora dubbi che l’obiettivo vero sono i 3 milioni di euro, e non certo dare 2500 libri ai ciechi. Per quale motivo, per prendermi almeno un diritto, contentino che non mi spetta, perché mai dovrei andare ad acquistare a 9-10 euro un libro che ha fatto incassare ai vincitori di questo progetto ben 1000 euro. 1000 euro per aver costruito un sito interfaccia che rimanda ai siti dove il libro vero si acquista. L’UICI se li va a cercare col lanternino tutti i progetti in cui andarsi a infognare.

e poi c’è un altro problema! infatti si legge: I prezzi indicati sulla vetrina LIA sono i prezzi di copertina presenti nel catalogo degli e-book in commercio e non tengono conto dei possibili sconti o promozioni che le singolo librerie online possono applicare. Pertanto è possibile che si verifichino delle variazioni tra il totale indicato sulla vetrina LIA e quello riportato dalla libreria su cui l’utente conclude l’acquisto.

solo una cosa Livio. potresti aggiungere che i carrelli degli store esterni non sono per forza accessibili. nel senso che se l’utente effettua l’acquisto in un sito, poi deve anche essere in grado di continuare l’operazione con un’interfaccia utente completamente diversa e dove, per il momento, non è che l’accessibilità sia proprio in primo piano… io parlo da non vedente che usa NVDA, si fa tutto per carità, però è complesso. se poi aggiungiamo che una volta effettuato un acquisto, gli elementi rimangono nel carrello, sì, hai capito bene, la prova l’ha fatta Elena Brescacin, tu compri il libro, ma poi quando ritorni su lia, devi ricordarti di cancellarli dal carrello, altrimenti rischi di ricomprarli!

È necessario aggiungere qualche commento? Altro che bollino LIA… Fosse un normale sito, vabbè, siamo in Italia. Purtroppo non è stupefacente che i progetti realizzati con finanziamenti pubblici facciano questa fine. Ma questo in particolare risulta particolarmente odioso perché è realizzato con un finanziamento destinato alla disabilità, in nome di ciechi e ipovedenti.

 

3 pensieri su “LIA: i commenti (molto negativi) degli utenti sui Libri Italiani Accessibili”

  1. a proposito di…STUPEFACENTE
    io proprio domenica ho finito di leggere “un covo di vipere”, l’ultimo lavoro di andrea camilleri, elencato in catalogo come tra i libri LIA
    Beh…
    io non ci ho trovato tutte ‘ste differenze rispetto a un’altra persona assolutamente non legata a LIA, un uomo ex-tossicodipendente che ha raccontato la propria storia in un libro chiamato “stupefatto” http://www.enricocomi.com
    creato ancora quando progetto LIA non esisteva eppure me lo son letto di un fiato
    l’accessibilità dei libri dev’esser altra cosa!
    Al di là del discorso del sito web, che può essere un errore risolvibile perché dipende da chi crea tale sito, il problema vero è la fruibilità dei contenuti. tu mi puoi dare l’oro ma se mi continui a insistere coi drm?
    io non li comprerò mai
    o li comprerò, da apple o da amazon, ma sapendo che sono una dei forse pochi ciechi che si possono permettere un dispositivo touch.
    Senza offesa. non sto parlando di soldi ma di disponibilità
    specie tra le persone molto anziane, quelli che diventano ciechi in tarda età, chi ha la disponibilità a impararsi un dispositivo touch, per quanto comodo sia, per leggersi i libri quando magari prima se li poteva leggere con macchine di lettura audio o simili?
    perché il libro non me lo posso leggere come voglio io indipendentemente dalle tasche e dalle capacità tecniche?

  2. Essendo stato tra le persone non vedenti che hanno testato la versione preliminare del sito di cui si parla nell’articolo, mi sento personalmente chiamato in causa. Molte delle criticità Che sono esposte qui sopra, le abbiamo segnalate anche noi nel gruppo di test. Aldilà delle questioni relative al sito in quanto tale, che pure sono state dibattute e talvolta con toni difficilmente equivocabili, il problema che noi del gruppo di test abbiamo marcato ripetutamente e con forza, è stato che l’intero lavoro rischiava di essere reso inutile dalla mancanza di flessibilità nella fruizione causata dai DRM. Vaghe rassicurazioni ci sono state fornite dai rappresentanti AIE, ma dove siamo lo si vede bene, né è dato sapere se la strada continuerà, oppure se questa sia la nostra meravigliosa meta, una meta a metà.

  3. Grazie Elena e Massimo dei vostri commenti. Condivido le preoccupazioni rispetto ai DRM, reali e chiare. Così come sono sicuro, Massimo, che tu e altri avete comunicato le problematiche del sito.
    Ma evidententemente interessava di più andare in giro per il mondo raccontando ciufole (la mole di comunicati stampa e mirabolanti promesse che è possibile leggere con una piccola ricerca Google è strabiliante) piuttosto che tentare di fare realmente qualcosa di utile.
    Avete entrambi ragione dicendo che parlo del sito, ma di che altro è possibile parlare? I libri venduti sono né più né meno quelli che è possibile trovare su un qualunque store, l’unica differenza è che forse questi qualcuno ha provato ad aprirli e a vedere se almeno c’era l’indice. Ma è tutto qui, se noi facessimo un sito dedicato allo stesso servizio raccoglieremmo un milione di titoli “certificati” in una settimana.
    Però, fino a che il Corriere pubblica articoli intitolati “Lia, libri digitali da toccare per i non vedenti” che davvero vorrei capire cosa significa, e la storia viene definita “una favola a lieto fine” (quale la favola quale il lieto fine nessuno lo sa), andiam più a casa.

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