Scuola: il digitale può attendere. No, ma, chi l’ha detto?

cose mirabolanti...

È veramente buffa questa cosa del Ministro dell’Istruzione in carica, Maria Chiara Carrozza, e delle dichiarazioni che avrebbe fatto in merito a un incontro avuto con gli editori la settimana scorsa a proposito della questione libri scolastici digitali.

Aveva iniziato Gabriele Toccafondi, Sottosegretario Ministero dell’Istruzione, con un tweet,

Gabriele Toccafondi@GToccafondi 17 Jul

Ho incontrato gli editori No a contrapposizioni ideologiche l’innovazione della scuola prosegue e sono disponibile a valutare ogni criticità”.

Vabbè, mi sembra una posizione comprensibile. Credo che sia piuttosto naif aspettarsi una posizione equilibrata e non ideologica dagli editori su questo argomento, ma chissà.

Poi compare un articolo sul blog di Repubblica, Stop ai libri digitali a scuola, dove Corrado Zunino riporta alcuni virgolettati attribuiti al ministro e agli editori. Da quello che scrive sembrerebbe essere stato presente alla riunione però non si sa, magari qualcuno gli ha riportato le notizie.

Sembra quel gioco dove ci si mette tutti in fila e ognuno dice nell’orecchio al proprio vicino una frase, che man mano si modifica strada facendo.

Ora in un post su L’Espresso, Il Ministro Carrozza, la didattica digitale e l’intramontabile fascino di lavagna e gessetto, una frase presa dal post originale e attribuita agli editori appare come dichiarazione del ministro, con tanto di firma, e su questo errore parte una tiritera di rimprovero al ministro poco coraggioso, e il ritardo dell’Italia, non ci sono più le mezze stagioni, e così via.

Intanto, da altre parti c’è chi chiede le dimissioni del Ministro Carrozza per una battaglia di civiltà.

Il ministro manda un tweet dicendo “Ma io non ho mai detto quelle cose”, e subito un altro post dice “Sì, l’ha detto ma poi ha smentito” (La scuola digitale può attendere?).

Boh, insomma, vabbè che è estate, ma un argomento così non varrebbe la pena di trattarlo un po’ meglio? Com’è che nessuno si accorge delle vere bufale contenute nel post iniziale? Gli editori avrebbero tonnellate di carta stampata nei magazzini e bisogna salvarli? Magazzini pieni di libri che usciranno, forse, fra anni? Opperò. E ovviamente, ribadiamo che leggere ebook fa male, non fatelo!

Gli editori, soddisfatti per i loro bilanci, commentano: «Avremmo dovuto macerare interi magazzini». E offrono queste spiegazioni alla loro posizione: «L’accelerazione sui libri digitali non poggiava su alcuna seria e documentata validazione di carattere pedagogico e culturale, così come non sono state valutate le possibili ricadute sulla salute di bambini e adolescenti esposti a un uso massiccio di apparecchiature tecnologiche».

2 pensieri su “Scuola: il digitale può attendere. No, ma, chi l’ha detto?”

  1. L’ansia degli editori. Già, peccato che abbiano omesso di ammettere francamente che per loro una politica a favore dei lettori è cosa impensabile, soprattutto se questi sono studenti. E’ l’Italia delle corporazioni, arti e mestieri, guelfi, ghibellini e altre amenità dantesche. Solo che Dante pensava al futuro dell’umanità: questi pensano solo al loro futuro.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>