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	<title>biroblu &#187; Accessibilità</title>
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		<title>Editoria aperta</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:44:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità degli strumenti didattici e formativi]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti editoriali accessibili]]></category>
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		<description><![CDATA[È innegabile che il mondo dell&#8217;editoria stia subendo una trasformazione radicale, sia tecnologica sia nei contenuti.
Le spinte verso le edizioni elettroniche sono molteplici e tutte di grande portata, gli strumenti disponibili sia per chi crea le edizioni sia per chi ne fruisce sono sempre più potenti. Quando non si sa, le opposizioni alla trasformazione sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È innegabile che il mondo dell&#8217;editoria stia subendo una trasformazione radicale, sia tecnologica sia nei contenuti.</p>
<p>Le spinte verso le edizioni elettroniche sono molteplici e tutte di grande portata, gli strumenti disponibili sia per chi crea le edizioni sia per chi ne fruisce sono sempre più potenti. Quando non si sa, le opposizioni alla trasformazione sono potenti e non mi interessa fare il mago. Per me, è inevitabile che l&#8217;editoria si trasformi da <em>industria culturale</em> a <em>industria dei contenuti</em>.</p>
<p>Non mi interessa nemmeno stabilire se questo nuovo prodotto sarà liquido, fluido o gassoso o di globalizzazione dell&#8217;informazione e cose così. Però, sono sicuro che dovrebbe avere <a title="cosa sono i libri digitali accessibili?" href="http://www.biroblu.info/2008/11/libri-digitali-accessibili-ma-cosa-sono/">determinate caratteristiche</a>, come <a title="link a un post di esempio" href="http://www.biroblu.info/2009/03/diventare-editori-accessibili/">tante volte già detto</a> su questo blog.</p>
<p>Queste caratteristiche sono quelle che permettono di realizzare un prodotto editoriale accessibile a tutti, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata per fruire dei contenuti proposti.</p>
<p>Non si tratta di un processo semplice ed è necessario considerare molti aspetti, dal layout alla distribuzione, che modificano e trasformano il tradizionale flusso di lavoro delle redazioni.</p>
<p>Per questo motivo ho riunito una serie di tutorial e materiale informativo in un nuovo sito, <a title="link al sito editoria aperta" href="http://editoriaaperta.biroblu.info/">Editoria Aperta</a>, che pian piano sta crescendo e crescerà.  Buongiorno quindi a Editoria Aperta, nella speranza che possa essere di aiuto in questo percorso complesso ma entusiasmante.</p>
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		<title>Il design è un mezzo per raggiungere un fine</title>
		<link>http://www.biroblu.info/2009/10/il-design-e-un-mezzo-per-raggiungere-un-fine/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 09:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[Design For All]]></category>

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		<description><![CDATA[Si fa del design per uno scopo: di solito, si progetta un letto pensando di dormirci. Si progetta un orologio per conoscere l&#8217;orario. Il risultato di queste attività (il fine) dipende dal design di questi strumenti (i mezzi).
In presenza di un buon design lo strumento risponde così precisamente al fine che diventa parte dell&#8217;attività.
Invece di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://media.gamerevolution.com/images/misc/Image/bad_design.jpg" alt="Pistola che spara all'indietro. Un cattivo design?" width="385" height="278" /></p>
<p>Si fa del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Progettazione">design </a>per uno scopo: di solito, si progetta un letto pensando di dormirci. Si progetta un orologio per conoscere l&#8217;orario. Il risultato di queste attività (il fine) dipende dal design di questi strumenti (i mezzi).</p>
<p>In presenza di un buon design lo strumento risponde così precisamente al fine che diventa parte dell&#8217;attività.</p>
<p>Invece di usare un letto, ci si dorme. Invece di usare un orologio, si guarda l&#8217;orario.</p>
<p>Si realizzano siti Web per molte ragioni, ma una prevale su tutte le altre: si realizzano siti Web che le persone possano usare. Questi siti verranno guardati, cercati, ascoltati, scartati, letti, stampati, qualcuno farà dei clic, scriverà nei campi dei moduli e verranno utilizzati da persone differenti che utilizzano periferiche di accesso diverse.</p>
<p>Se il risultato di un design è che qualcuno non può caricare una pagina o attivare un link, leggere un paragrafo o interpretare un&#8217;immagine, il design non è più un mezzo per raggiungere un fine, il design diventa un impedimento.</p>
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		<title>Editoria scolastica accessibile, indietro tutta!</title>
		<link>http://www.biroblu.info/2009/09/editoria-scolastica-accessibile-indietro-tutta/</link>
		<comments>http://www.biroblu.info/2009/09/editoria-scolastica-accessibile-indietro-tutta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 16:14:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità degli strumenti didattici e formativi]]></category>
		<category><![CDATA[AIE]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti editoriali accessibili]]></category>
		<category><![CDATA[libri di testo]]></category>
		<category><![CDATA[libri digitali accessibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il Piano e‐Gov2012 (obiettivo Scuola) ed il protocollo di intesa del 30 ottobre 2008 tra il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazioneed il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno avviato una serie di interventi coordinati per l’innovazione digitale della scuola&#8230;
Così inizia il documento relativo alla conferenza stampa odierna riguardo il Piano e-gov [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Con il Piano e‐Gov2012 (obiettivo Scuola) ed il protocollo di intesa del 30 ottobre 2008 tra il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazioneed il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, hanno avviato una serie di interventi coordinati per l’innovazione digitale della scuola&#8230;</p></blockquote>
<p><img class="alignleft" src="http://www.ilvascellofantasma.it/wp-content/lutto-2.jpg" alt="lutto per l'editoria elettronica accessibile" width="253" height="400" />Così inizia il documento relativo alla conferenza stampa odierna riguardo il <a href="http://www.innovazione.gov.it/ministro/pdf/CONF_STAMPA_LA_SCUOLA_DIGITALE__25_sett_2009_DEF_V2.pdf">Piano e-gov 2012 &#8211; Obbiettivo scuola</a>.</p>
<p>Lavagne digitali, card per gli studenti in versione classica ed avanzata (sic), non ci posso credere, pure le Cl@ssi 2.0&#8230;</p>
<p>Tempo fa avevo raccontato una storia riguardo il bando di concorso per accedere al <a href="http://www.biroblu.info/2009/03/tu-chiamale-se-vuoi-opinioni/">Marketplace di Innovascuola</a>, di un capitolato tecnico che richiedeva:</p>
<p><strong>2.3. Accessibilità</strong></p>
<blockquote><p>I CDD forniti per la pubblicazione dovranno essere conformi a quanto previsto dalla legislazione corrente in tema di accessibilità ed usabilità di contenuti digitali e, <em>in particolare</em>,<br />
alla Legge Stanca (Legge 9 gennaio 2004, n. 4 &#8211; “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”) relativa all’accesso dei soggetti diversamente abili e alle indicazioni riportate nel DM 30 aprile 2008 recante le “<em>Regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili</em>”.</p></blockquote>
<p>Che bei tempi&#8230;</p>
<p>Niente, sparito tutto. <a href="http://www.innovascuola.gov.it/opencms/opencms/innovascuola/primo_piano/news/content/RevocaBandoAbilitazioneMarketPlace.html">Il bando è stato revocato</a>, nella conferenza stampa non si parla nemmeno lontanamente di accessibilità e sulla<a href="http://www.innovascuola.gov.it/opencms/opencms/innovascuola"> home page di Innovascuola</a> campeggia il logo di Federico Motta Editore, presidente dell&#8217;AIE.</p>
<p>Bravi, complimenti. Ieri ho anche saputo che Unione Ciechi, Biblioteca di Monza e AIE stanno scrivendo un nuovo accordo. Già, immagino.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>XHTML2, HTML5, XML: e l&#8217;accessibilità?</title>
		<link>http://www.biroblu.info/2009/07/xhtml2-html5-xml-e-laccessibilita/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 08:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Markup]]></category>
		<category><![CDATA[Design For All]]></category>

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		<description><![CDATA[(In attesa di HTML 6&#8230;) &#8220;As the conversation about HTML 5 and XHTML has played out this week, I’ve felt like Regan in The Exorcist, my head snapping around in 360 degree arcs as one great comment cancels out another&#8221;.
In giro per il Web ci sono molte discussioni riguardo la scelta del W3C di abbandonare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>(<a href="http://www.zeldman.com/2009/07/16/html-5-is-a-mess-now-what/">In attesa di HTML 6</a>&#8230;) &#8220;As the conversation about HTML 5 and XHTML has played out this week, I’ve felt like Regan in The Exorcist, my head snapping around in 360 degree arcs as one great comment cancels out another&#8221;.</p></blockquote>
<p>In giro per il Web ci sono molte discussioni riguardo la scelta del W3C di <a href="http://www.w3.org/News/2009#item119">abbandonare lo sviluppo di XHTML 2 a favore di HTML 5</a>. Molti siti rilanciano la notizia in modo becero, affermando &#8220;XHTML è morto&#8221;, o cose del genere.</p>
<p>Si può capire la voglia di audience, ma si tratta di un modo di fare informazione davvero sciocco, ignorante. Certo, titolare &#8220;XHTML è morto&#8221; fa molta più scena di &#8220;XHML 2.0 non verrà più sviluppato&#8221;. Nel secondo caso, più che lecito pensare e chi se ne frega, meglio così. Nel primo si leggono commenti di lettori ignari che affermano cose come &#8220;ma come, io che mi ero studiato XHTML, ora devo tornare a HTML?&#8221;. Oppure si trovano i rete <a href="http://diveintomark.org/archives/2009/07/06/this-is-the-house">strane filastrocche</a> che prendono in giro Zeldman, Meyer, il Wasp e quanti si sono battuti per la diffusione degli standard e di XHTML 1.0. L&#8217;invidia è davvero una brutta cosa.</p>
<p>Meglio saperlo: l&#8217;XHTML 1.0 che avete utilizzato fino ad oggi, è vivo e vegeto e ci vorranno decenni prima che vada in pensione e <a href="http://www.webmonkey.com/blog/HTML_5_Won_t_Be_Ready_Until_2022DOT_Yes__2022DOT">HTML5 è ben lontano dal venire</a>.</p>
<p>Non c&#8217;è molto da dire, e quello che c&#8217;è da dire lo fa molto meglio di me Jeffrey Zeldman nel suo post &#8220;<a href="http://www.zeldman.com/2009/07/07/in-defense-of-web-developers/">In defense of Web Developer</a>&#8220;.</p>
<p>Il motivo di questo post è un altro, e riguarda il rapporto fra markup e accessibilità.</p>
<p>XML sul Web sarebbe un problema (ovvero, la possibilità di usare elementi XML personalizzati per descrivere i contenuti delle pagine): se il markup utilizzato non è uno standard e non prevede i necessari attributi (alt, title, scope, ecc.) le tecnologie assistive non sapranno come gestirlo e quello che si otterrà è una lettura sequenziale di elementi senza alcun significato semantico specifico.</p>
<p>Per esempio, non sarà possibile navigare le pagine con Jaws utilizzando il tasto H per individuare i titoli, non sarà possibile individuare le tabelle, le immagini, i link, tutti quegli elementi che se dotati di significato semantico e dei necessari attributi possono essere individuati e gestiti dalle tecnologie assistive.</p>
<p>È abbastanza semplice capirlo: se utilizzo una DTD standard, riconosciuta a livello mondiale come quelle del W3C, esiste un riferimento certo da leggere in MSAA e gestire. Se invece di&lt; h1&gt; il mio titolo di livello principale si chiama &lt;titolone&gt;, è impossibile che una tecnologia possa capire il mio &#8220;intento semantico&#8221;. Per questo motivo il rispetto della semantica degli elementi delle DTD del W3C è un requisito irrinunciabile per l&#8217;accessibilità, molto più della validità del codice o della DTD utilizzata.</p>
<p>È la stessa cosa che accade con i tag dei PDF: per estrarre informazioni semantiche dal documento, è necessario lavorare sulle <a href="http://www.biroblu.info/2009/03/pdf-accessibili-sul-serio-seconda-parte/">mappe ruolo</a> e dichiarare esplicitamente che &lt;titolone&gt; ha ruolo di &lt;H1&gt;, e così via.</p>
<p>Ancora oggi l&#8217;accessibilità per molti &#8220;accessibilisti&#8221; sembra essere fatta di formule bizzarre, incantesimi e riti da eseguire nei pleniluni.</p>
<p>Non è così: l&#8217;accessibilità è una cosa veramente concreta, funziona soltanto se un computer riesce ad individuare tramite il layer dedicato presente nel sistema operativo gli elementi conosciuti. In Windows questo avviene, fin dal 2000, tramite <a href="http://msdn.microsoft.com/en-us/library/ms971310.aspx">MSAA</a>. <a href="http://www.linuxfoundation.org/en/Accessibility/IAccessible2">Linux </a>e <a href="http://www.apple.com/macosx/accessibility/">Mac OS</a> sono rimasti per molto tempo inattivi, ma ora stanno lavorando per risolvere il problema.</p>
<p>In ogni caso, affinché le tecnologie assistive possano funzionare, cosa che mi sembra abbastanza importante per l&#8217;accessibilità, è necessario essere in presenza di markup standard i cui elementi siano noti e semanticamente definiti.</p>
<p>Il markup deve essere &#8220;<a href="http://www.biroblu.info/2008/08/design-for-all/">designed for all</a>&#8220;, oppure non funzionerà niente. Sarà come leggere un txt.</p>
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		<title>Accessibilità dei siti Web</title>
		<link>http://www.biroblu.info/2009/06/accessibilita-dei-siti-web/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 09:55:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[FAE]]></category>
		<category><![CDATA[Formez]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Stanca]]></category>
		<category><![CDATA[Section 508]]></category>
		<category><![CDATA[wcag 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempi di rinnovamento per l&#8217;accessibilità dei siti. Sarà l&#8217;effetto WCAG 2.0, sarà che dal Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 son passati un po&#8217; di anni e l&#8217;effetto moltiplicatorio per Web e tecnologie, è noto, funziona un po&#8217; come l&#8217;età dei gatti e il decreto oggi appare un po&#8217; vecchierello, insomma sia quel che sia un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://soulista.blog.deejay.it/files/photos/uncategorized/2007/08/28/willy_coyote.jpg" alt="" width="309" height="425" />Tempi di rinnovamento per l&#8217;accessibilità dei siti. Sarà l&#8217;effetto <a href="http://www.w3.org/TR/WCAG20/">WCAG 2.0</a>, sarà che dal Decreto Ministeriale 8 luglio 2005 son passati un po&#8217; di anni e l&#8217;effetto moltiplicatorio per Web e tecnologie, è noto, funziona un po&#8217; come l&#8217;<a href="http://www.gattiandcats.it/Anatomia/et%C3%A0.htm">età dei gatti</a> e il decreto oggi appare un po&#8217; vecchierello, insomma sia quel che sia un nutrito e ben congegnato gruppo di lavoro sta ridisegnando quelli che vengono definiti &#8220;i requisiti&#8221; fondamentali dei siti Web della P.A. affinché gli stessi possano essere definiti a norma della Legge 04/2004 (Stanca).</p>
<p>Inoltre, sotto il cappello del Formez è stato costituito un laboratorio, se così si può dire, denominato &#8220;Osservatorio Accessibilità&#8221; con compiti sia di analisi sia di supporto agli sviluppatori. Insomma, un bel traffico.</p>
<p>Nel periodo precedente, ho usato la forma &#8220;a norma&#8221; perché c&#8217;è un po&#8217; di confusione sui termini &#8220;accessibile&#8221; e &#8220;a norma Stanca&#8221;.</p>
<p>La legge Stanca non è l&#8217;unica normativa di riferimento sull&#8217;accessibilità esistente sul pianeta. Gli Stati Uniti possiedono da tempo la <a href="http://www.section508.gov/">Section 508</a>, la mamma di tutte le normative sull&#8217;accessibilità (anche lei in revisione), le già citate WCAG del W3C (in questo caso non si tratta di una legge, ma di &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/W3C_recommendation">raccomandazioni</a>&#8220;, l&#8217;Australia possiede una propria legislazione, il Canada anche, così come la Francia, il Giappone e l&#8217;Irlanda (un elenco è disponibile all&#8217;URL <a href="http://www.w3.org/WAI/Policy/">http://www.w3.org/WAI/Policy/</a>).</p>
<p>Tornando alla precedente affermazione, non è detto che un sito &#8220;a norma Stanca&#8221; corrisponda a un sito &#8220;WCAG compatibile&#8221;, o conforme alla Section 508, mentre tutti possono essere detti accessibili. L&#8217;obiettivo di tutte queste leggi e raccomandazioni è comune, ovvero ottenere l&#8217;accessibilità dei siti Web, e tutte si basano su Section 508 e WCAG per formulare le proprie richieste. Però, ciascuna normativa ha anche caratteristiche proprie (per esempio, la legge Stanca richiede l&#8217;uso di una DTD Strict, mentre le WCAG no). Probabilmente le WCAG 2.0. faranno da elemento collante e tutte le normative cercheranno di adeguarsi ai nuovi requisiti proposti dal W3C.</p>
<p>È un bene o un male? Non lo so, personalmente trovo le WCAG 2.0 ottime nei principi ma un po&#8217; scarse nelle tecniche proposte (francamente, in qualche caso davvero di basso livello). Si potebbe obbiettare &#8220;Sì, d&#8217;accordo, ma l&#8217;accessibilità non riguarda gli standard, si occupa esclusivamente di proporre delle tecniche che rendano accessibili le pagine&#8221;.</p>
<p>D&#8217;accordo, ma propongo un esempio credo significativo per chiunque si occupi di accessibilità. Fra gli elementi più importanti per la navigazione delle pagine ci sono i titoli, gli <a href="http://www.biroblu.info/tag/headings/">header </a>di cui molto abbiamo parlato su questo blog. È un elemento indiscutibile, chiunque abbia provato a navigare delle pagine con uno screen reader si sarà reso conto della fontamentale importanza dell&#8217;uso di una struttura corretta per delineare i contenuti delle pagine, e di come sia importante utilizzare in modo congruente ai contenuti gli elementi da &lt;h1&gt; a &lt;h6&gt;.</p>
<p>Ebbene, proprio su un argomento così basilare nelle &#8220;<a href="http://www.w3.org/TR/2008/NOTE-WCAG20-TECHS-20081211/html.html#H42">HTML e XHTML Techniques</a>&#8221; è presente un esempio così fatto:</p>
<pre>&lt;head&gt;   &lt;title&gt;Stock Market Up Today&lt;/title&gt;
&lt;/head&gt;
&lt;body&gt;
&lt;!-- left nav --&gt;
&lt;div class=&quot;left-nav&quot;&gt;
&lt;h2&gt;Site Navigation&lt;/h2&gt;
&lt;!-- content here --&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;!-- main contents --&gt;
&lt;div class=&quot;main&quot;&gt;
&lt;h1&gt;Stock Market up today&lt;/h1&gt;
&lt;!-- article text here --&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;!-- right panel --&gt;
&lt;div class=&quot;left-nav&quot;&gt;
&lt;h2&gt;Related links&lt;/h2&gt;
&lt;!-- content here --&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;/body&gt;</pre>
<p>Rieccoci da capo. La pagina inizia con un &lt;h2&gt;, si passa a &lt;h1&gt; e si torna a &lt;h2&gt;. Non mi pare un bell&#8217;esempio.</p>
<p>Per questo e altri motivi mi piacerebbe che i nuovi requisiti della Stanca mantenessero l&#8217;intrinseca richiesta di pulizia e semantica, si semplificassero nella forma e facessero esplicito riferimento alle best practice più affermate. Personalmente trovo inaccettabile che sia per la Stanca sia per le WCAG una barra di navigazione fatta a colpi di &lt;div&gt; e &lt;br /&gt; possa essere dichiarata &#8220;accessibile&#8221;.</p>
<p>Per qualsiasi sviluppatore appena sensato gli elementi da utilizzare per le barre di navigazione sono &lt;ul&gt; e &lt;li&gt; per le voci, magari facendo precedere alla barra un titolo esplicito utilizzando l&#8217;elemento &lt;h<em>n</em>&gt; opportuno.</p>
<p>Insomma, mi piacerebbero dei requisiti un po&#8217; meno &#8220;saputelli&#8221; e un po&#8217; più di senso pratico, per esempio prendendo spunto anche dall&#8217;elenco di <a href="http://html.cita.illinois.edu/">Best Practice dell&#8217;iCITA</a> (Illinois Center for Information Technology and Web Accessibility) utilizzate dal &#8220;<a href="http://fae.cita.uiuc.edu/">Functional Accessibility Evaluator 1.0.2</a>&#8221; dell&#8217; University of Illinois at Urbana-Champaign.</p>
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		<title>Libri di testo e accessibilità: eppur si muove&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 18:21:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono davvero molto contento di aver iniziato un percorso importante con un grosso editore di scolastica. Un progetto che coinvolge tre redazioni complete, dai responsabili editoriali a redattori, grafici, impaginatori e tecnici che realizzeranno gli output elettronici finali.
Tre progetti editoriali già individuati, venti persone coinvolte, un corso lungo e impegnativo da svolgere per me, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://perdizione.blog.kataweb.it/files/photos/uncategorized/albero_klintholm.JPG" alt="" width="461" height="346" /></p>
<p>Sono davvero molto contento di aver iniziato un percorso importante con un grosso editore di scolastica. Un progetto che coinvolge tre redazioni complete, dai responsabili editoriali a redattori, grafici, impaginatori e tecnici che realizzeranno gli output elettronici finali.</p>
<p>Tre progetti editoriali già individuati, venti persone coinvolte, un corso lungo e impegnativo da svolgere per me, ma certamente entusiasmante. I tre team sono molto motivati e in gamba, attenti al massimo nella comprensione delle tematiche e tecniche relative all&#8217;accessibilità.</p>
<p>Vien da dire &#8220;finalmente!&#8221;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Editoria per ipovedenti e non vedenti non equivale a editoria accessibile</title>
		<link>http://www.biroblu.info/2009/04/editoria-per-ipovedenti-e-non-vedenti/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 10:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità degli strumenti didattici e formativi]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti editoriali accessibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa sarà mai l&#8217;editoria per ipovedenti e non vedenti? Il dubbio viene perché negli ultimi anni l&#8217;accessibilità dei documenti elettronici ha fatto passi da gigante, le tecnologie altrettanto e mai come oggi gli strumenti utilizzati da chi ha problemi di vista o di altro genere sono allineati agli standard e ben funzionanti.
Eppure, le associazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.eformacion.com.es/file.php/1/ciechi.gif" alt="&quot;&quot;" width="369" height="369" />Che cosa sarà mai l&#8217;editoria per ipovedenti e non vedenti? Il dubbio viene perché negli ultimi anni l&#8217;accessibilità dei documenti elettronici ha fatto passi da gigante, le tecnologie altrettanto e mai come oggi gli strumenti utilizzati da chi ha problemi di vista o di altro genere sono allineati agli standard e ben funzionanti.<br />
Eppure, le associazioni di categoria di ipovedenti e non vedenti non se ne accorgono, e continuano a propagandare Braille e carattere ingrandito come unica soluzione, anzi la soluzione (se avete un po&#8217; di tempo <a href="http://www.monzabrianzawebtv.com/test/articolo.php?id=207">ascoltate le interviste</a> ai principali attori del convegno &#8220;Il valore culturale del libro. Verso un formato accessibile e fruibile per i non vedenti. Problemi, esperienze e prospettive (Monza, 29 ottobre 2008)&#8221;).</p>
<p>Oggi uno screen reader, per esempio, può leggere al suo utilizzatore documenti anche complessi (sempre che siano stati realizzati nel modo definito &#8220;accessibile&#8221;) in praticamente tutti i formati più diffusi. I tasti funzione utilizzabili per ottenere una &#8220;vista&#8221; del documento che non sia una semplice lettura di caratteri ma una vera e propria descrizione semantica del contenuto (i titoli, le tabelle, i link, gli elenchi puntati e numerati, e così via) sono gli stessi sia per HTML, sia per PDF o per documenti Word.</p>
<p>A chi si occupa di accessibilità viene spontaneo pensare che i vari bandi e finanziamenti per ipovedenti e non vedenti riguardino questa editoria, ovvero l&#8217;editoria elettronica accessibile.</p>
<p>Questa lettura viene rafforzata (ingenuamente) dalla lettura di articoli pomposi e roboanti come quelli che hanno accompagnato il <a href="http://gazzette.comune.jesi.an.it/2008/82/2.htm">Decreto del 18 dicembre 2007</a>, detto Rutelli.</p>
<p>Impressionante. Da Punto Informatico: &#8220;<a href="http://punto-informatico.it/2250146/PI/News/italia-sdogana-prima-libri-accessibili.aspx">L&#8217;Italia sdogana per prima i libri accessibili</a>&#8221; &#8220;La bomba è esplosa&#8221;. Madò. Che è successo?</p>
<p>&#8220;Quanto tempo ci vorrà prima che tutto questo si concretizzi nelle prime uscite <em>in digitale</em>? &#8220;Pochi mesi &#8211; dice Pietrosanti a <em>Punto Informatico</em> -&#8221;. Sì, già, pochi mesi. Siamo a maggio 2009 e non è successo niente. Ma questo sarebbe il meno. Si prosegue blaterando di XML, &#8220;&#8221;Con questo decreto &#8211; spiega Pietrosanti &#8211; ci possiamo assicurare che a 48 o 72 ore dall&#8217;uscita di un titolo anche noi lo si possa avere in formato digitale&#8221;. In quale formato? Si parla di XML o comunque di testo: deve essere un formato che possa essere facilmente letto e trasportato sui sistemi di riproduzione vocale utilizzati dai disabili visivi, <em>condicio sine qua non</em> per l&#8217;accesso ai finanziamenti del bando&#8221;.</p>
<p>E qui casca l&#8217;asino. Avete letto bene? &#8220;deve essere un formato che possa essere facilmente letto e trasportato sui sistemi di riproduzione vocale utilizzati dai disabili visivi&#8221;.</p>
<p>Ci risiamo: l&#8217;accessibilità dello screen reader. Qui non si parla di libri elettronici accessibili, ma soltanto di qualcosa che possa essere letto da ciechi e ipovedenti. Ovvero, ci risiamo con il txt e l&#8217;accenno a XML è persino controproducente: quale XML? Se la grammatica adottata non prevede l&#8217;accessibilità, che sia in XML, SGML o in Klingon poco cambia.</p>
<p>Tante volte mi sono chiesto come mai non ci sia dialogo fra comunità di sviluppatori e gruppi di discussione di ipovedenti e ciechi. In entrambi gli schieramenti ci sono persone capaci e in gamba, eppure non si riesce mai a parlare senza avviarsi in discussioni interminabili.</p>
<p>Ora ho capito: la parola <em>accessibilità </em>non ha lo stesso significato per i contendenti. Ognuno ne possiede un&#8217;interpretazione diversa. Per uno schieramento, l&#8217;accessibilità corrisponde a una possibilità di accesso ai contenuti universale, indipendente dalla particolare disabilità, un&#8217;editoria che possa essere utilizzata da chiunque e con qualsiasi tecnologia assistiva. Accessibile, appunto.</p>
<p>Per l&#8217;altro, &#8220;lo sdoganamento dei libri accessibili&#8221; (sic) corrisponde esattamente a <em>qualcosa che possa essere letto e trasportato sui sistemi di riproduzione vocale utilizzati dai disabili visivi</em>.</p>
<p>Questa è l&#8217;editoria per ipovedenti e non vedenti: libri braille, a carattere ingrandito e un qualsiasi formato elettronico leggibile da uno screen reader. Il txt, per esempio, se va bene un doc o un rtf. Basta che sia leggibile dallo screen reader, strutturato o meno è uguale.</p>
<p>Il formato per antonomasia meno accessibile in assoluto è quello che viene regolarmente finanziato con milioni di euro a botta.</p>
<p>Questo tipo di editoria non è nemmeno lontanamente definibile &#8220;accessibile&#8221;. <a href="http://www.biroblu.info/2008/11/libri-digitali-accessibili-ma-cosa-sono/">Ma proprio nemmeno un po&#8217;</a>.</p>
<p>Ogni tanto mi chiedo: ma se tutti i milioni di euro spesi negli ultimi anni &#8220;a favore dell&#8217;editoria per ipovedenti e non vedenti&#8221; li avessero dati direttamente agli editori per fare editoria elettronica accessibile, a che punto saremmo? Quante migliaia di libri elettronici accessibili ci sarebbero già in giro?</p>
<p>Quando sparirà la classificazione &#8220;editoria per ipovedenti e non vedenti&#8221; e riusciremo a vedere qualcosa del tipo &#8220;interventi a favore dell&#8217;editoria elettronica accessibile&#8221;?</p>
<p>Ma finché l&#8217;Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti dichiarerà che &#8220;a spalancare ai ciechi le vie della cultura&#8221; è il Braille, difficile che si faccia qualche passo avanti. E non dieci anni fa, <a href="http://beta.vita.it/news/view/89530">oggi</a>.</p>
<p>Leggendo l&#8217;articolo citato nel link precedente, risulta evidente la scollatura fra sviluppatori e rappresentanti dei non vedenti di cui parlavo prima: conosco personalmente gli sviluppatori che hanno lavorato all&#8217;accessibilità del sito del Senato Italiano, e quanto impegno hanno messo nel rendere il sito accessibile (il sito non è conforme alla 4/2004, ma il lavoro fatto fino ad oggi è gigantesco, dato lo stato precedente e l&#8217;enorme quantità di pagine presenti).</p>
<p>Di conseguenza hanno reputato di fare cosa gradita presentando il proprio lavoro ai rappresentanti delle associazioni di disabili presenti all&#8217;avvenimento. In risposta,  Tommaso Daniele, presidente nazionale dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, parla di &#8220;<strong>occasione sprecata</strong>&#8220;, non si è parlato del Braille.</p>
<p>Ma voi sapete quanti sono i ciechi che conoscono e usano il Braille? Pochi, anzi pochissimi, e <a href="http://www.chicagotribune.com/news/local/chi-braille-13-apr13,0,2008580.story">costantemente in calo</a>, con <a href="http://jezebel.com/5185576/most-blind-people-cant-read-new-braille-coin">risultati su cui si dovrebbe riflettere</a>. Però noi abbiamo l&#8217;<a href="http://www.bibciechi.it/pubblicazioni/tiflologia/200802/StatutoAuthorityBraille.rtf">Autorità Italiana del Braille</a> e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_nazionale_del_Braille">Giornata nazionale del Braille</a>, per legge.</p>
<p>Son sempre gli stessi&#8230; UIC, Biblioteca Italiana per i Ciechi “Regina Margherita” e così via, gli stessi che si spartiscono i fondi dell&#8217;editoria per ipovedenti e non vedenti in base a <a href="http://www.ilpianetalibro.it/genera.jsp?id=790&amp;l=it">un accordo</a> con AIE.</p>
<p>Qui mi fermo sennò mi denunciano. Ma qualche sospetto viene&#8230;</p>
<p>Concludo chiarendo un possibile dubbio: questa non è una crociata contro il Braille, strumento utilissimo in alcuni contesti (per esempio, basta pensare alle pulsantiere degli ascensori, ai semafori, biglietterie, etichette, visite guidate e quanto vi viene in mente). In alcune situazioni indispensabile, per esempio pensiamo ai sordo-ciechi.</p>
<p>Certamente e senza dubbio però il Braille <em><strong>non è</strong></em> in grado di spalancare alcuna porta alla cultura dei ciechi date le sue intrinseche limitazioni. Non può essere definito &#8220;formato accessibile&#8221; e per fortuna dal 1829 (invenzione del Braille) a oggi qualcosa è cambiato. Speriamo che se ne accorgano anche loro.</p>
<p><span class="colore4"><span class="colore1"><span class="grande1"><strong><br />
</strong></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>ePUB, una possibile soluzione per i problemi di editoria e accessibilità?</title>
		<link>http://www.biroblu.info/2009/04/epub-una-possibile-soluzione-per-i-problemi-di-editoria-e-accessibilita/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 10:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Markup]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità degli strumenti didattici e formativi]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti editoriali accessibili]]></category>

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		<description><![CDATA[ePUB? Ci mancava anche questa. Però, abbiamo tanto lavorato per produrre il nostro libro digitale accessibile, è pronto. D&#8217;accordo, ma ora come lo distribuiamo? In PDF? In HTML? E funzionerà tutto a dovere? E se volessi fare qualche modifica, cosa uso per il PDF? E così via. Insomma, una soluzione davvero universale e semplice ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ePUB? Ci mancava anche questa. Però, abbiamo tanto lavorato per produrre il nostro libro digitale accessibile, è pronto. D&#8217;accordo, ma ora come lo distribuiamo? In PDF? In HTML? E funzionerà tutto a dovere? E se volessi fare qualche modifica, cosa uso per il PDF? E così via. Insomma, una soluzione davvero universale e semplice ancora non esiste. Una via potrebbe essere quella indicata da <a href="https://www.xfytec.com/community/?tag=xfyBasicEdition&amp;lang=en">xfy </a>e <a href="http://www.w3.org/2004/CDF/">CDF </a>(Compound Document Format), basata su un editor XML e linguaggi standard W3C. Il risultato potrà essere sicuramente standard e accessibile, ma questa soluzione obbliga però a produrre documenti linearizzati. Io sono più che d&#8217;accordo, ma come spiegare agli editori che quei layout a quattro colonne intersecati da figurine, sfondi, retini e ogni orpello li dovrebbero abbandonare?</p>
<p>Il mondo ne sarebbe felice, ma gli editori pagano fior di soldi a baldi impaginatori per ottenere quei design. Detto fra noi, pagano cifre esorbitanti, lo sapete che una pagina (una) di un libro didattico di un certo livello viene pagata anche 250 euro a pagina per la sola impaginazione?</p>
<p>Serve a qualcosa da un punto di vista didattico? Probabilmente no, anzi, però è bello&#8230;</p>
<p>Non si può nemmeno negare però che in qualche caso per riuscire a disporre il contenuto in gabbie anche complesse qualche volta sia necessario per migliorarne la comprensione. Abbiamo quindi di fronte diverse scelte da fare: per preservare il layout, lo strumento migliore è il PDF, non ci piove, è stato inventato proprio per fare quel lavoro. Però, è necessaria una discreta perizia per riuscire a gestire l&#8217;intero workflow che conduce alla creazione del PDF, e servono software piuttosto complessi.</p>
<p>Xfy e CDF sono gratuiti, ma certo è necessaria una buona conoscenza di XHTML, SVG, MathML e così via. Insomma, diciamolo, la via dell&#8217;editore elettronico è complessa, editore elettronico accessibile molto complessa.</p>
<p>Una possibile soluzione ora viene da un formato piuttosto maturo: <a href="http://www.jedisaber.com/eBooks/tutorial.asp">ePUB</a>.Perché?</p>
<p>Questo formato nasce con in mente alcune priorità ben precise: flessibilità, <a href="http://www.adobe.com/devnet/digitalpublishing/pdfs/EPUB_datasheet.pdf">accessibilità</a>, standard. Mica male. È abbastanza collaudato? Sì, ePUB è l&#8217;ultima incarnazione di un lungo lavoro svolto da <a href="http://www.openebook.org/">IDPF</a> (International Digital Publishing Forum). È supportato dai programmi di impaginazione? Sì, come spiega questa <a href="http://www.openebook.org/events/presentations/Frankfurt08/FBF08_IDPF_Smith_wNotes.ppt">presentazione Powerpoint</a>. C&#8217;è un validatore? Sì, <a href="http://code.google.com/p/epubcheck/">epubcheck</a>.</p>
<p>Insomma, quanto basta per cominciare a prenderlo in considerazione sul serio. È difficile? No, per esempio in Indesign CS4 basta selezionare File &gt; Esporta per Digital Editions (<a href="http://blogs.adobe.com/digitaleditions/indesign-epub.html">attenzione</a>&#8230;). Nelle opzioni di esportazione per il contenuto si può scegliere fra le DTD XHTML (ma guarda&#8230;) e DTBook, e convertire le voci di sommario create in Indesign in un sommario navigabile. Le font sono incorporabili (OpenType), e via.</p>
<p>Quello che si ottiene è un file con estensione .epub, praticamente uno zip contenente tutti i componenti del documento, fra cui il file XHTML 1.1 e il corrispettivo CSS.</p>
<p>Insomma, quanto basta a scatenare la mia curiosità.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google e WAI-ARIA</title>
		<link>http://www.biroblu.info/2009/04/google-e-wai-aria/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2009 16:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Markup]]></category>
		<category><![CDATA[Aria]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[standard]]></category>

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		<description><![CDATA[WAI-ARIA (Accessible Rich Internet Applications Suite) è davvero un bell&#8217;aggeggio, è un po&#8217; che sto meditando qualche test.  Come ben spiega Steve Faulkner, WAI-ARIA it&#8217;s easy, e insomma, stuzzica.
Per chi volesse provare, è disponibile anche un componente aggiuntivo per Firefox, la Juicy Studio Accessibility Toolbar (sperimentale) di Gez Lemon, che permette di fare verifiche sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.yourfunnystuff.com/wp-content/uploads/2009/03/google-classic.jpg" alt="google" width="450" height="322" /><a href="http://www.w3.org/WAI/intro/aria">WAI-ARIA </a>(Accessible Rich Internet Applications Suite) è davvero un bell&#8217;aggeggio, è un po&#8217; che sto meditando qualche test.  Come ben spiega <a href="http://twitter.com/stevefaulkner">Steve Faulkner</a>, <a href="http://www.paciellogroup.com/blog/misc/ARIA/atmedia2008/">WAI-ARIA it&#8217;s easy</a>, e insomma, stuzzica.</p>
<p>Per chi volesse provare, è disponibile anche un componente aggiuntivo per Firefox, la <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/9108">Juicy Studio Accessibility Toolbar</a> (sperimentale) di <a href="http://juicystudio.com/">Gez Lemon</a>, che permette di fare verifiche sulle proprie pagine.</p>
<p>Oggi una succulenta novità su ARIA: <a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/04/aria-for-google-calendar-finance-and.html">Google ha implementato ARIA</a> su alcuni dei suoi servizi, come Google News, Google Calendar e Google Finance.</p>
<p>In effetti, una buona occasione per provare la Accessibility Toolbar di Juicy Studio, che rileva Live Regions, landmarks del documento, Roles e Roles and Properties (oltre ad offrire un Table Inspector e un Colour Contrast Analyzer aggiornato all&#8217;algoritmo WCAG 2.0).</p>
<p>Detto fatto. Vai a Google Finance, seleziona ARIA &gt; Aria roles ed ecco:</p>
<h3>WAI-ARIA Roles</h3>
<table class="aria" border="0" summary="ARIA properties listed with element, parent nodes, and markup">
<caption>Properties</caption>
<thead>
<tr>
<th scope="col">Properties</th>
<th scope="col">Element</th>
<th scope="col">Parent Nodes</th>
<th scope="col">Markup</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr>
<td>tablist</td>
<td>DIV</td>
<td>
<ul>
<li>HTML</li>
<li>BODY.fix-margin</li>
<li>DIV#body-wrapper</li>
<li>DIV.g-doc</li>
<li>DIV#home-main</li>
<li>DIV.g-section.home-main-content</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.g-c.sfe-break-right</li>
</ul>
</td>
<td>
<pre><code>&lt;div id="news-tabs"

    class="goog-tab-bar hdg"

    style="-moz-user-select: none;"

    role="tablist"

    tabindex="0"&gt;</code></pre>
</td>
</tr>
<tr>
<td>tab</td>
<td>DIV</td>
<td>
<ul>
<li>HTML</li>
<li>BODY.fix-margin</li>
<li>DIV#body-wrapper</li>
<li>DIV.g-doc</li>
<li>DIV#home-main</li>
<li>DIV.g-section.home-main-content</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.g-c.sfe-break-right</li>
<li>DIV#news-tabs.goog-tab-bar.hdg</li>
</ul>
</td>
<td>
<pre><code>&lt;div class="goog-tab goog-tab-selected"

    aria-selected="true"

    role="tab"

    style="-moz-user-select: none;"

    id=":0"&gt;</code></pre>
</td>
</tr>
<tr>
<td>tab</td>
<td>DIV</td>
<td>
<ul>
<li>HTML</li>
<li>BODY.fix-margin</li>
<li>DIV#body-wrapper</li>
<li>DIV.g-doc</li>
<li>DIV#home-main</li>
<li>DIV.g-section.home-main-content</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.g-c.sfe-break-right</li>
<li>DIV#news-tabs.goog-tab-bar.hdg</li>
</ul>
</td>
<td>
<pre><code>&lt;div class="goog-tab"

    role="tab"

    style="-moz-user-select: none;"

    id=":1"&gt;</code></pre>
</td>
</tr>
<tr>
<td>tablist</td>
<td>DIV</td>
<td>
<ul>
<li>HTML</li>
<li>BODY.fix-margin</li>
<li>DIV#body-wrapper</li>
<li>DIV.g-doc</li>
<li>DIV#home-main</li>
<li>DIV.g-section.home-main-content</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.g-c.sfe-break-right</li>
<li>DIV.g-tpl-50-50.g-section.g-break</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.break</li>
<li>DIV.g-wrap</li>
</ul>
</td>
<td>
<pre><code>&lt;div class="hdg goog-tab-bar"

    id="trends"

    style="-moz-user-select: none;"

    role="tablist"

    tabindex="0"&gt;</code></pre>
</td>
</tr>
<tr>
<td>tab</td>
<td>DIV</td>
<td>
<ul>
<li>HTML</li>
<li>BODY.fix-margin</li>
<li>DIV#body-wrapper</li>
<li>DIV.g-doc</li>
<li>DIV#home-main</li>
<li>DIV.g-section.home-main-content</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.g-c.sfe-break-right</li>
<li>DIV.g-tpl-50-50.g-section.g-break</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.break</li>
<li>DIV.g-wrap</li>
<li>DIV#trends.hdg.goog-tab-bar</li>
</ul>
</td>
<td>
<pre><code>&lt;div class="goog-tab goog-tab-selected"

    aria-selected="true"

    role="tab"

    style="-moz-user-select: none;"

    id=":2"&gt;</code></pre>
</td>
</tr>
<tr>
<td>tab</td>
<td>DIV</td>
<td>
<ul>
<li>HTML</li>
<li>BODY.fix-margin</li>
<li>DIV#body-wrapper</li>
<li>DIV.g-doc</li>
<li>DIV#home-main</li>
<li>DIV.g-section.home-main-content</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.g-c.sfe-break-right</li>
<li>DIV.g-tpl-50-50.g-section.g-break</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.break</li>
<li>DIV.g-wrap</li>
<li>DIV#trends.hdg.goog-tab-bar</li>
</ul>
</td>
<td>
<pre><code>&lt;div class="goog-tab"

    role="tab"

    style="-moz-user-select: none;"

    id=":3"&gt;</code></pre>
</td>
</tr>
<tr>
<td>tab</td>
<td>DIV</td>
<td>
<ul>
<li>HTML</li>
<li>BODY.fix-margin</li>
<li>DIV#body-wrapper</li>
<li>DIV.g-doc</li>
<li>DIV#home-main</li>
<li>DIV.g-section.home-main-content</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.g-c.sfe-break-right</li>
<li>DIV.g-tpl-50-50.g-section.g-break</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.break</li>
<li>DIV.g-wrap</li>
<li>DIV#trends.hdg.goog-tab-bar</li>
</ul>
</td>
<td>
<pre><code>&lt;div class="goog-tab"

    role="tab"

    style="-moz-user-select: none;"

    id=":4"&gt;</code></pre>
</td>
</tr>
<tr>
<td>tab</td>
<td>DIV</td>
<td>
<ul>
<li>HTML</li>
<li>BODY.fix-margin</li>
<li>DIV#body-wrapper</li>
<li>DIV.g-doc</li>
<li>DIV#home-main</li>
<li>DIV.g-section.home-main-content</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.g-c.sfe-break-right</li>
<li>DIV.g-tpl-50-50.g-section.g-break</li>
<li>DIV.g-unit</li>
<li>DIV.break</li>
<li>DIV.g-wrap</li>
<li>DIV#trends.hdg.goog-tab-bar</li>
</ul>
</td>
<td>
<pre><code>&lt;div class="goog-tab"

    role="tab"

    style="-moz-user-select: none;"

    id=":5"&gt;</code></pre>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Mica male! Non capisco comunque la politica di Google verso gli standard, però bel colpo del dinamico duo <a href="http://emacspeak.sourceforge.net/raman/">Raman </a>&amp; <a href="http://mindforks.blogspot.com/2007/04/charles-l-chen.html">Chen</a> verso l&#8217;accessibilità.</p>
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		<title>Accessibilità in perpetual beta</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 16:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Mondini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
		<category><![CDATA[generale]]></category>
		<category><![CDATA[Aggiungi nuovo tag]]></category>
		<category><![CDATA[CNIPA]]></category>
		<category><![CDATA[Design For All]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Stanca]]></category>

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		<description><![CDATA[Meno male, verrebbe da dire leggendo il documento del CNIPA intitolato &#8220;Linee guida di progettazione e sviluppo per i siti delle Pubbliche Amministrazioni&#8221; a cura di CNIPA, Telecom, Elsag e Engineering.
Questo documento, dichiarato &#8220;versione perpetual beta&#8221;, che vai a sapere cosa significa, &#8220;è stata curato dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese (Telecom Italia, Engineering Ingegneria Informatica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://higherthings.org/files/fantastic4_01.jpg" alt="i fantastici quattro" width="336" height="483" />Meno male, verrebbe da dire leggendo il documento del CNIPA intitolato &#8220;<a href="http://www.cnipa.gov.it/html/docs/SPC-LineeGuida_v1.0.pdf">Linee guida di progettazione e sviluppo per i siti delle Pubbliche Amministrazioni</a>&#8221; a cura di CNIPA, Telecom, Elsag e Engineering.</p>
<p>Questo documento, dichiarato &#8220;versione perpetual beta&#8221;, che vai a sapere cosa significa, &#8220;è stata curato dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese (Telecom Italia, Engineering Ingegneria Informatica, Elsag Datamat) incaricato della progettazione, realizzazione e gestione dei servizi relativi ai siti web e della relativa conduzione dei sistemi, con la supervisione del CNIPA&#8221;.</p>
<p>A che serve? Bella domanda. Dovrebbe essere un documento che   specifica linee guida per:</p>
<ul>
<li>e presenti Linee Guida con lo scopo di suggerire un&#8217;impostazione per la progettazione e lo sviluppo di un sito web, individuando le domande e i contesti normativi di riferimento a cui dover rispondere prima di avviare la progettazione esecutiva;</li>
</ul>
<ul>
<li>e il documento Modello operativo a supporto delle Linee Guida per fornire risposte pratiche e operative per la progettazione di un sito web, attraverso la definizione di un set di regole per ciascuno degli elementi tipici (componenti) della progettazione di un sito istituzionale.</li>
</ul>
<p>Nell&#8217;ambito del <a href="http://www.cnipa.gov.it/site/it-IT/Attivit%C3%A0/Sistema_Pubblico_di_Connettivit%C3%A0_(SPC)/Contratto-quadro_per_servizi_di_interoperabilit%C3%A0_evoluta/">Sistema Pubblico di Connettività e Cooperazione</a> (SPC).</p>
<p>È davvero curioso che i fornitori forniscano al loro cliente delle linee guida, mi immagino che chi scrive le regole venga poi escluso dagli appalti oppure sarebbe un bel conflitto di interessi, ma non è solo questo l&#8217;aspetto inquietante. Con la scusa dell&#8217;infrastruttura tecnologica a favore dell&#8217;interoperabilità e cooperazione fra le pubbliche amministrazioni (che di per sé è un principio encomiabile, anche se è abbastanza logico pensare che se le amministrazioni funzionassero a dovere non ce ne sarebbe bisogno), i redattori delle linee guida si lanciano in una analisi del Web che verrà, che ovviamente sarà Web 2.0, sigla dietro la quale di solito si cela &#8220;il pacco&#8221;. Sarà così anche in questo caso?</p>
<p>Ci si chiede legittimamente dove sono stati negli ultimi anni Telecom, Elsag ed Engineering. Caspita, che scopertona! Addirittura il mashup! Accidenti.</p>
<p>Dopo questa scoperta, il documento analizza la normativa, correttamente. In Italia bisogna fare i conti con alcune leggi, lo sappiamo tutti (tanto per dirne una, la Stanca). Poi c&#8217;è il Codice dell&#8217;amministrazione digitale e le sue richieste. A questo punto, l&#8217;affare si ingrossa.</p>
<p>Sollevando una grossa confusione terminologica e tecnica, il documento si addentra in una analisi di leggi, requisiti, congressi.</p>
<p>A un certo punto si arriva a un argomento abbastanza importante: <strong>5.2. Perché progettare un sito accessibile e usabile</strong>.</p>
<p>Qui ci viene spiegato che ci sono molti buoni motivi per progettare in un&#8217;ottica di usabilità e accessibilità. Il primo è che <strong>un sito usabile e accessibile è semplice da progettare</strong> (pag. 21 del PDF). Giuro, c&#8217;è scritto così.</p>
<p>Poi si afferma che l&#8217;<strong>accessibilità non limita la creatività</strong>, perché art director e visual designer sono già abituati a lavorare tenendo ben presenti molti vincoli, quindi il rispetto di alcune ulteriori regole non sarà una difficoltà accessiva. Inoltre, <strong>un sito accessibile è facile da mantenere</strong>.</p>
<p>E così via, con queste amenità. Nessun accenno a standard, best practice universalmente riconosciute, Il Manuale delle Giovani Marmotte del Webbista. Ricordo ancora una volta, stiamo parlando di Telecom, Elsag ed Engineering con la supervisione del CNIPA.</p>
<p>Finalmente si arriva a qualcosa che forse assomiglia a una linea guida: <strong>6. Linee guida per la progettazione e lo sviluppo dei siti Web</strong>. Bene, vediamo.</p>
<p>Si esaurisce tutto in mezza pagina: i metodi proposti sono due:</p>
<ul>
<li>una metodologia progettuale classica, strutturata, che utilizza tecniche di verifica centrate sull&#8217;utente garantendo, se correttamente eseguita, la qualità ottimale del sito.</li>
</ul>
<p>Ma, più bello:</p>
<ul>
<li>oppure optare, se il contesto lo richiede (poco tempo a disposizione, impossibilità di coinvolgere immediatamente l&#8217;utenza, ecc), verso <em>tecniche di progettazione più agili che velocizzano la fase progettuale</em> e di sviluppo proponendo in tempi brevi il prodotto on-line in uno stato di &#8220;<em>beta perpetuo</em>&#8221; e che si concentrano sull&#8217;ascolto delle esigenze e dei feedback dell&#8217;utenza dopo la messa on-line del sito.</li>
</ul>
<p>Fine delle linee guida. Praticamente, si consiglia di mettere on-line siti piuttosto approssimativi, in beta perpetuo, da raffinare man mano, perché così si fa più alla svelta.</p>
<p>Ammazza, che bel consiglio! Peccato che contravvenga a tutte le leggi, le linee guida, al codice dell&#8217;amministrazione digitale e alle stesse raccomandazioni che costituiscono (?) le linee guida citate come fondamento di queste stesse linee guida.</p>
<p>Si prosegue con una serie di perle di saggezza, come &#8220;<em>è dunque necessario chiedersi: qual è lo scopo del sito? Perché è necessario crearlo? Quali sono i suoi utenti elettivi?</em>&#8220;. Che illuminazione.</p>
<p>E poi via con il Web Design, che per prima cosa prevede la scelta dell&#8217;architettura dell&#8217;informazione del sito. Ebbè.</p>
<p>Si arriva proseguendo nella lettura del bigino allo sviluppo del sito (siamo già a pag. 69) e qui si straparla di MPC, a detta dei redattori il pattern (?) più diffuso. Sì, i siti della P.A. Web 2.0 sono fatti tutti con Ruby on Rails, Struts e Spring.</p>
<p>Ah ma forse si riferivano a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/.NET">dot.net</a>&#8230;</p>
<p>Scorri scorri, altra serie di riassuntini, ma dove sono le linee guida? Niente, si arriva in fondo e di linee guida non c&#8217;è l&#8217;ombra. È una specie di bigino fatto a colpi di copia/incolla sui più vari argomenti dello sviluppo Web.</p>
<p>Sempre se con linee guida si intendono delle raccomandazioni suggerite, prodotte attraverso un processo sistematico, finalizzate ad assistere gli operatori a decidere quali siano le modalità più adeguate in specifiche circostanze.</p>
<p>A parte <a href="http://robertoscano.info/random-bits/scenari-innovativi-ict-caro-cnipa-proprio-non-ci-siamo/">alcuni grossolani errori </a>(tanto è in perpetual beta&#8230;), viene da chiedersi a che serva questo documento. Viene da pensare che Telecom, Elsag ed Engineering non abbiano la possibilità di comprare qualche libro ai propri tecnici, un bel libro completo e non il riassuntino?</p>
<p>Insomma, ci sono tre redattori, cinque verificatori, un approvatore del documento. Non era meglio proporre una bibliografia raccomandata?</p>
<p>E i PDF, non è meglio renderli disponibili in modo che siano accessibili? Non si riesce nemmeno a fare un semplice copia/incolla, tanto sono fatti male. Eppure la Stanca lo richiede, che facciamo predichiamo bene e razzoliamo male? Già, il Web 2.0.</p>
<p>Il problema nasce dal fatto che non stiamo parlando di un libretto, un manualino, qualcosa fatto in proprio. Questi documenti sono stati presentati come:</p>
<blockquote><p>&#8220;Roma, 24 marzo 2009 &#8211; Standardizzare un modello web 2.0 per i siti della PA e offrire una misurazione dei reali benefici forniti dai progetti di gestione: su questi temi il CNIPA, in collaborazione con Engineering, Elsag Datamat e Telecom Italia, ha predisposto specifici documenti di indirizzo che sono stati presentati lo scorso 24 marzo 2009 a Roma in un incontro con le Amministrazioni centrali e locali aderenti ai servizi previsti dall’Accordo Quadro CNIPA n. 4/2007.</p>
<p>I documenti, in linea con il Piano eGov 2012 recentemente emanato dal Governo, intendono fornire i primi strumenti di guida alle Amministrazioni, al fine di coinvolgerle nella evoluzione degli stessi e nella eventuale costituzione di una community incentrata sull’innovazione e sul miglioramento della qualità dei servizi&#8221;.</p></blockquote>
<p>Standardizzare un modello Web 2.0 per i siti della PA? In questo modo? E mi raccomando, pubblicate Linee Guida in perpetual beta coperte da copyright (Il presente documento ed i suoi contenuti sono di proprietà del Centro l&#8217;informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA) e sono protetti dalle norme sul d irnitatozi odn&#8217;aauleto rpee er dalle altre norme applicabili)<sup class='footnote'><a href='#fn-1063-1' id='fnref-1063-1'>1</a></sup>.  Ma per favore.<br />
E mi chiedo: o consorzio temporaneo di imprese fino ad oggi, 2009, che cosa avete fatto se improvvisamente <strong>adesso </strong>vi viene in mente che i siti devono essere accessibili e usabili tanto da dover produrre delle linee guida? Come li avete realizzati i vostri siti? Volete gli applausi perché con <strong>cinque anni di ritardo</strong> vi siete accorti delle necessità del Web e delle richieste delle leggi italiane?</p>
<div class='footnotes'>
<div class='footnotedivider'></div>
<ol>
<li id='fn-1063-1'>non ho corretto volontariamente il testo, questo è quello che si ottiene con il copia/incolla, pag. 8. <span class='footnotereverse'><a  href='#fnref-1063-1' title='torna al punto di lettura'>&#8593;</a></span></li>
</ol>
</div>
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